Ho Visto


Eccomi
Sono un "fine" (speriamo presto) laureando in Architettura... con un'unica grande passione:
IL CINEMA
Il nuovo film di D'Alatri è una commedia arguta sugli italiani (o meglio sulla provincia italiana). E' un film a due faccie su tutti i mediocri per vocazione e su chi crede che vivere affidandosi alla fantasia, all'entusiasmo, al rispetto delle regole e degli altri siano ancora dei valori da inseguire ed elogiare.
Partendo da una sorta di massima: "Se l'invidia fosse febbre tutto il mondo c'è l'avrebbe", D'Alatri ci parla di tutte quelle persone che oggi riempiono i posti "di potere" e che colti da una sorta di febbre (appunto), scagliano tutto il loro dissapore, per una vita fatta di monotonia e routine, sulle persone che ancora hanno dei sogni e tentano constantemente di raggiungerli.
La storia è quella di Mario Bettini (Fabio Volo), geometra 30enne, che ha un sogno nel cassetto: aprire un locale insieme ad alcuni amici. Quando arriva, inaspettata, una lettera di assunzione al comune, Mario decide di accettare l'impiego, anche se in contrasto con le sue aspirazioni. Del resto, si tratta soltanto di indossare panni diversi da quelli desiderati per una breve porzione di vita e ottenere in cambio, la realizzazione di un sogno. Si imbatte così nello squallore della burocrazia, nei sotterfugi, nel grigiore, nell'umiliazione. L'incontro con una ragazza, Linda (Valeria Solarino), gli apre altre prospettive esistenziali e gli dà modo di sognare ancora, ma non un locale, bensì una patria in cui si venga apprezzati e riconosciuti per ciò che si è realmente.
D'Alatri sà di non avere l'oniricità felliniana, la lucidà di Giordana o il genio di alcuni registi dei nostri giorni (i vari Anderson in primis) ma tutto sommato è cosciente dei proprio limiti e tenta di non stafare mai (ad eccezione di qualche scena). Due scene sono molto belle: quella dove si vedono le tombe di tutte i maggiori scrittori italiani e quella "fantastica" nel locale con il presidente Ciampi (interpretato da Arnoldo Foà). In compenso la direzione degli attori, è molto buona sia di quelli principali ,dove spicca una bellissima Valeria Solarino che unisce alle doti di attrice un staordinaria presenza magnetica, che di quelli di contorno, Thomas Trabacchi e Cochi Ponzoni in primis.
Il tutto accompangato da un splendida colonna sonora, composta dai Negramaro che si riconfermano dopo il bell'album di debbutto "000577".
Un film leggero che si lascia guardare, anche con piacere, e che lascia quella malinconia dovuta alla consapevolezza che l'Italia è un bel paese ma solo se lo si guarda dall'alto (come nella sequenza finale).
Mi imbarco in questo (nuovo) viaggio con la speranza che quello che il mio sguardo non lasci indifferenti e che riesca a creare nuove prospettive, cercando di allietare questo
"BISOGNO DI GUARDARE".
